Voci nel buio per chi non ha occhi. Il progetto molisano compie 3 anni con 620 audiolibri (primonumero.it)

Nato quasi per gioco nell’aprile 2019, il progetto La voce del buio è cresciuto sempre più e oggi conta una comunità di 1000 lettori (ipovedenti o non vedenti) di tutt’Italia e circa 300 donatori di voce, volontari (anche questi non solo molisani) che registrano i testi per chi non ha occhi per leggerli. Ne abbiamo parlato con la referente termolese dell’iniziativa, Rosanna Masciantonio: “Non c’è un progetto analogo in tutto il Sud Italia”

di Roberta Morrone

Prestare i propri occhi per rischiarare l’oscurità di chi non può usarli. Guidare altri con la propria voce nel sentiero della scoperta, quale può essere quella che si dischiude leggendo un libro. È quello che fanno i volontari del progetto ‘La voce del buio’ che, proprio pochi giorni fa, ha tagliato il traguardo dei primi tre anni di attività. Un impegno per gli altri – del tutto volontario – contraddistinto da spirito solidale e condivisione.

“È iniziato tutto un po’ per gioco, mai avremmo creduto che potessimo arrivare a 1000 lettori iscritti alla nostra piattaforma e a centinaia di volontari”, così Rosanna Masciantonio, la referente termolese del progetto nato su impulso suo e di Pietro La Barbera (entrambi in foto)referente in quel di Campobasso. “Siamo entrambi di Casacalenda e ci siamo ritrovati proprio condividendo questa idea”. Idea che ha trovato un alleato nell’Ansi, l’associazione nazionale della scuola italiana di cui Pietro fa parte e che ha una sede nel capoluogo, e che subito, grazie alla professoressa Filomena Taddeo, ha deciso di supportare l’iniziativa.

“Ci credevamo poco anche perchè Pietro – che ha sposato una donna, Florence, non vedente – aveva già fatto tentativi in questo senso ma erano falliti. E invece nel giro di 15 giorni abbiamo messo su il portale che al momento conta oltre 600 audiolibri”. Lavocedelbuio.it è diventato così un’audioteca fruibile da persone non vedenti, ipovedenti, con DSA e con difficoltà nella lettura.

La specificità di questo progetto – unico nel suo genere nel Sud Italia – è la totale gratuità unita alla possibilità data agli utenti di richiedere espressamente il testo desiderato. “Quando abbiamo iniziato scherzando ci siamo detti: Ti immagini se ci chiedono di registrare La Bibbia? Ebbene, pochi giorni dopo è successo davvero ma grazie all’impegno e al cuore grande dei volontari lo abbiamo fatto”. Ma nella speciale biblioteca virtuale c’è davvero di tutto, da romanzi a libri per bambini (registrati anche da bambini stessi), da testi universitari a manuali per i concorsi. “È questo un altro aspetto di cui andiamo molto fieri: l’aiuto che forniamo è concreto. Una ragazza di Campobasso aveva quasi rinunciato al sogno di prendere la patente perchè, essendo dislessica, non riusciva a superare i test. Siamo stati noi a registrare per lei il manuale dei quiz e l’obiettivo è stato centrato”.

Il progetto molisano La voce del buio conta utenti iscritti da tutta Italia e donatori (circa 300 ma la comunità si allarga sempre più) provenienti anche dall’estero. Già perchè, come racconta Rosanna, “noi viviamo nel virtuale, non abbiamo una sede fisica, ognuno registra in autonomia da casa sua”. Che sia a Trento o a Canicattì o a Isernia poco importa: i donatori di voce registreranno le loro letture che verranno in seguito caricate sulla piattaforma per regalare il piacere della lettura a chi non ha occhi per farlo da sé. Una opportunità – tra le tante – straordinarie rese possibili dal web. Un piccolo rammarico Rosanna però lo esprime: “Il riscontro è grande ma soprattutto fuori, meno qui: in particolare abbiamo tanti donatori di regioni limitrofe”.

Donare è chiaramente – e Rosanna lo sa benissimo – un’attività impegnativa che richiede tempo e non tutti lo hanno alla stessa maniera. E infatti accanto ai donatori ‘fissi’ ci sono quelli ‘occasionali’. Rosanna, appassionata lettrice ed entrata a far parte in prima battuta della comunità dei volontari di Nati per Leggere, è una mamma a tempo pieno ed è un fiume in piena quando si tratta di mettere a disposizione la sua passione e le sue competenze per aiutare gli altri. Pietro, il suo alter ego campobassano del progetto, condivide il suo stesso spirito e, appassionato di teatro, ha arricchito La voce del buio di nuovi stimoli. “Abbiamo ideato il Teatro al buio dove un gruppo di volontari si incontra online (su skype) per provare e poi registrare testi teatrali. Uno dei primi realizzati è Casa di bambola di Ibsen”. L’iniziativa va avanti da tempo ed è stato proprio nei periodi più bui della pandemia (in particolare nei mesi di lockdown) che ha avuto slancio. “In generale in questi ultimi anni abbiamo avuto un incremento massiccio di donatori ed utenti ed abbiamo lavorato tantissimo. Si sono consolidate tante esperienze e diverse idee sono venute fuori”. La condivisione e l’incontro, ancorchè virtuali, sono stati riscoperti nella loro importanza e quella ‘voce nel buio’ si è fatta sentire sempre più.

 

Molte esperienze (in presenza) si sono giocoforza dovute interrompere come gli incontri avviati nelle scuole o gli appuntamenti con le letture sotto le stelle. Ma quel bagaglio non è certo andato perso e proseguirà presto il suo viaggio.
Rosanna ricorda con speciale emozione il percorso intrapreso con la scuola media Brigida di Termoli sulle letture al buio. “Due classi hanno registrato alcuni testi per i compagni non vedenti nonché per gli utenti de La voce del buio. I ragazzi sono straordinari”. E come non ricordare quanto fatto dagli studenti del Boccardi-Tiberio che hanno sviluppato, proprio per loro e ad uso esclusivo degli utenti de La voce del Buio, l’App Blue Bird che peraltro è valsa all’Istituto superiore termolese il secondo premio nel concorso ‘Scuola Digitale’. 

E nel mese di maggio La voce del buio porterà il suo contributo a Pescara in un seminario su ‘I sentieri, i linguaggi, le voci dell’inclusione’. Oltretutto, l’impegno non si limita alla registrazione di audiolibri perchè molti volontari fanno parte della comunità globale – sempre virtuale – di Be my Eyes, un’app che fornisce assistenza a ipovedenti o non vedenti.

 

La ricchezza di questo progetto nato in Molise, che si differenzia da molti altri presenti in Italia perchè non chiede alcun contributo agli utenti, è l’entusiasmo di tutti coloro che lo rendono possibile e che, nel caso dei donatori, colorano di emozioni le pagine lette.
“Siamo volontari – ripete Rosanna – fino al midollo. Non diamo niente se non la nostra voce”. Il messaggio che arriva forte e a cui tanti in questi 3 anni si sono avvicinati è legato all’importanza di comunicare attraverso i sensi ma soprattutto “del fidarsi e dell’affidarsi a qualcuno”.

Il motto di questa grande famiglia recita: “È incredibile quante cose puoi vedere con le tue orecchie”. L’ascolto da quando è iniziata questa avventura ha generato un universo sconfinato di relazioni e di emozioni. Nondimeno, la distanza fisica imposta ha reso sempre più pressante il desiderio di tornare ad incontrarsi dal vivo. “Non vediamo l’ora di tornare a fare esperienze di letture insieme e di riabbracciarci”.