Rita ha dato impegno a “Venuto al mondo” di Margaret Mazzantini

Rita ha dato impegno a “Venuto al mondo” di Margaret Mazzantini

Una mattina Gemma sale su un aereo, trascinandosi dietro un figlio di oggi, Pietro, un ragazzo di sedici anni. Destinazione Sarajevo, città-confine tra Occidente e Oriente, ferita da un passato ancora vicino. Ad attenderla all’aeroporto, Gojko, poeta bosniaco, amico, fratello, amore mancato, che ai tempi festosi delle Olimpiadi invernali del 1984 traghettò Gemma verso l’amore della sua vita, Diego, il fotografo di pozzanghere. Il romanzo racconta la storia di questo amore, una storia di ragazzi farneticanti che si rincontrano oggi invecchiati in un dopoguerra recente. Una storia d’amore appassionata, imperfetta come gli amori veri. Ma anche la storia di una maternità cercata, negata, risarcita. Il cammino misterioso di una nascita che fa piazza pulita della scienza, della biologia, e si addentra nella placenta preistorica di una guerra che mentre uccide procrea. L’avventura di Gemma e Diego è anche la storia di tutti noi, perché questo è un romanzo contemporaneo. Di pace e di guerra. La pace è l’aridità fumosa di un Occidente flaccido di egoismi, perso nella salamoia del benessere. La guerra è quella di una donna che ingaggia contro la natura una battaglia estrema e oltraggiosa. L’assedio di Sarajevo diventa l’assedio di ogni personaggio di questa vicenda di non eroi scaraventati dalla storia in un destino che sembra in attesa di loro come un tiratore scelto. Un romanzo-mondo, di forte impegno etico, spiazzante come un thriller, emblematico come una parabola.

Voci nel buio per chi non ha occhi. Il progetto molisano compie 3 anni con 1000 lettori e 620 audiolibri

Voci nel buio per chi non ha occhi. Il progetto molisano compie 3 anni con 1000 lettori e 620 audiolibri

Voci nel buio per chi non ha occhi. Il progetto molisano compie 3 anni con 620 audiolibri (primonumero.it)

Nato quasi per gioco nell’aprile 2019, il progetto La voce del buio è cresciuto sempre più e oggi conta una comunità di 1000 lettori (ipovedenti o non vedenti) di tutt’Italia e circa 300 donatori di voce, volontari (anche questi non solo molisani) che registrano i testi per chi non ha occhi per leggerli. Ne abbiamo parlato con la referente termolese dell’iniziativa, Rosanna Masciantonio: “Non c’è un progetto analogo in tutto il Sud Italia”

di Roberta Morrone

Prestare i propri occhi per rischiarare l’oscurità di chi non può usarli. Guidare altri con la propria voce nel sentiero della scoperta, quale può essere quella che si dischiude leggendo un libro. È quello che fanno i volontari del progetto ‘La voce del buio’ che, proprio pochi giorni fa, ha tagliato il traguardo dei primi tre anni di attività. Un impegno per gli altri – del tutto volontario – contraddistinto da spirito solidale e condivisione.

“È iniziato tutto un po’ per gioco, mai avremmo creduto che potessimo arrivare a 1000 lettori iscritti alla nostra piattaforma e a centinaia di volontari”, così Rosanna Masciantonio, la referente termolese del progetto nato su impulso suo e di Pietro La Barbera (entrambi in foto)referente in quel di Campobasso. “Siamo entrambi di Casacalenda e ci siamo ritrovati proprio condividendo questa idea”. Idea che ha trovato un alleato nell’Ansi, l’associazione nazionale della scuola italiana di cui Pietro fa parte e che ha una sede nel capoluogo, e che subito, grazie alla professoressa Filomena Taddeo, ha deciso di supportare l’iniziativa.

“Ci credevamo poco anche perchè Pietro – che ha sposato una donna, Florence, non vedente – aveva già fatto tentativi in questo senso ma erano falliti. E invece nel giro di 15 giorni abbiamo messo su il portale che al momento conta oltre 600 audiolibri”. Lavocedelbuio.it è diventato così un’audioteca fruibile da persone non vedenti, ipovedenti, con DSA e con difficoltà nella lettura.

La specificità di questo progetto – unico nel suo genere nel Sud Italia – è la totale gratuità unita alla possibilità data agli utenti di richiedere espressamente il testo desiderato. “Quando abbiamo iniziato scherzando ci siamo detti: Ti immagini se ci chiedono di registrare La Bibbia? Ebbene, pochi giorni dopo è successo davvero ma grazie all’impegno e al cuore grande dei volontari lo abbiamo fatto”. Ma nella speciale biblioteca virtuale c’è davvero di tutto, da romanzi a libri per bambini (registrati anche da bambini stessi), da testi universitari a manuali per i concorsi. “È questo un altro aspetto di cui andiamo molto fieri: l’aiuto che forniamo è concreto. Una ragazza di Campobasso aveva quasi rinunciato al sogno di prendere la patente perchè, essendo dislessica, non riusciva a superare i test. Siamo stati noi a registrare per lei il manuale dei quiz e l’obiettivo è stato centrato”.

Il progetto molisano La voce del buio conta utenti iscritti da tutta Italia e donatori (circa 300 ma la comunità si allarga sempre più) provenienti anche dall’estero. Già perchè, come racconta Rosanna, “noi viviamo nel virtuale, non abbiamo una sede fisica, ognuno registra in autonomia da casa sua”. Che sia a Trento o a Canicattì o a Isernia poco importa: i donatori di voce registreranno le loro letture che verranno in seguito caricate sulla piattaforma per regalare il piacere della lettura a chi non ha occhi per farlo da sé. Una opportunità – tra le tante – straordinarie rese possibili dal web. Un piccolo rammarico Rosanna però lo esprime: “Il riscontro è grande ma soprattutto fuori, meno qui: in particolare abbiamo tanti donatori di regioni limitrofe”.

Donare è chiaramente – e Rosanna lo sa benissimo – un’attività impegnativa che richiede tempo e non tutti lo hanno alla stessa maniera. E infatti accanto ai donatori ‘fissi’ ci sono quelli ‘occasionali’. Rosanna, appassionata lettrice ed entrata a far parte in prima battuta della comunità dei volontari di Nati per Leggere, è una mamma a tempo pieno ed è un fiume in piena quando si tratta di mettere a disposizione la sua passione e le sue competenze per aiutare gli altri. Pietro, il suo alter ego campobassano del progetto, condivide il suo stesso spirito e, appassionato di teatro, ha arricchito La voce del buio di nuovi stimoli. “Abbiamo ideato il Teatro al buio dove un gruppo di volontari si incontra online (su skype) per provare e poi registrare testi teatrali. Uno dei primi realizzati è Casa di bambola di Ibsen”. L’iniziativa va avanti da tempo ed è stato proprio nei periodi più bui della pandemia (in particolare nei mesi di lockdown) che ha avuto slancio. “In generale in questi ultimi anni abbiamo avuto un incremento massiccio di donatori ed utenti ed abbiamo lavorato tantissimo. Si sono consolidate tante esperienze e diverse idee sono venute fuori”. La condivisione e l’incontro, ancorchè virtuali, sono stati riscoperti nella loro importanza e quella ‘voce nel buio’ si è fatta sentire sempre più.

 

Molte esperienze (in presenza) si sono giocoforza dovute interrompere come gli incontri avviati nelle scuole o gli appuntamenti con le letture sotto le stelle. Ma quel bagaglio non è certo andato perso e proseguirà presto il suo viaggio.
Rosanna ricorda con speciale emozione il percorso intrapreso con la scuola media Brigida di Termoli sulle letture al buio. “Due classi hanno registrato alcuni testi per i compagni non vedenti nonché per gli utenti de La voce del buio. I ragazzi sono straordinari”. E come non ricordare quanto fatto dagli studenti del Boccardi-Tiberio che hanno sviluppato, proprio per loro e ad uso esclusivo degli utenti de La voce del Buio, l’App Blue Bird che peraltro è valsa all’Istituto superiore termolese il secondo premio nel concorso ‘Scuola Digitale’. 

E nel mese di maggio La voce del buio porterà il suo contributo a Pescara in un seminario su ‘I sentieri, i linguaggi, le voci dell’inclusione’. Oltretutto, l’impegno non si limita alla registrazione di audiolibri perchè molti volontari fanno parte della comunità globale – sempre virtuale – di Be my Eyes, un’app che fornisce assistenza a ipovedenti o non vedenti.

 

La ricchezza di questo progetto nato in Molise, che si differenzia da molti altri presenti in Italia perchè non chiede alcun contributo agli utenti, è l’entusiasmo di tutti coloro che lo rendono possibile e che, nel caso dei donatori, colorano di emozioni le pagine lette.
“Siamo volontari – ripete Rosanna – fino al midollo. Non diamo niente se non la nostra voce”. Il messaggio che arriva forte e a cui tanti in questi 3 anni si sono avvicinati è legato all’importanza di comunicare attraverso i sensi ma soprattutto “del fidarsi e dell’affidarsi a qualcuno”.

Il motto di questa grande famiglia recita: “È incredibile quante cose puoi vedere con le tue orecchie”. L’ascolto da quando è iniziata questa avventura ha generato un universo sconfinato di relazioni e di emozioni. Nondimeno, la distanza fisica imposta ha reso sempre più pressante il desiderio di tornare ad incontrarsi dal vivo. “Non vediamo l’ora di tornare a fare esperienze di letture insieme e di riabbracciarci”.

 

Silvana ha dato squisitezza a “Il talismano della felicità. Volume I Parte III” di Ada Boni

Silvana ha dato squisitezza a “Il talismano della felicità. Volume I Parte III” di Ada Boni

“Di Voi, Signore e Signorine, molte sanno suonare bene il pianoforte o cantare con grazia squisita, molte altre hanno ambitissimi titoli di studi superiori, conoscono le lingue moderne, sono piacevoli letterate o fini pittrici, ed altre ancora sono esperte nel tennis o nel golf, o guidano con salda mano il volante di una lussuosa automobile. Ma, ahimè, non certo tutte, facendo un piccolo esame di coscienza, potreste affermare di saper cuocere alla perfezione due uova al guscio.” Ada Boni così iniziava, quasi settanta anni or sono, la dedica alle lettrici in una delle prime edizioni de “Il Talismano della Felicità” manuale di cucina, che raccoglieva in maniera ordinata e sistematica tutte le ricette da lei pubblicate, sin dal 1915.

Evelina ha dato accettazione a “Mia sorella è un quadrifoglio” di Beatrice Masini

Evelina ha dato accettazione a “Mia sorella è un quadrifoglio” di Beatrice Masini

Viola ha una nuova sorellina, Mimosa. È contenta, però capisce subito che c’è qualcosa che non va. Mimosa le sembra bruttissima, ma anche carina, proprio come tutti i neonati: solo che il papà, la mamma e pure le nonne si comportano in modo strano. Viola si rende conto pian piano che Mimosa è diversa dagli altri bambini, ma sa anche che è speciale: speciale come un quadrifoglio. Questa storia è pensata per parlare ai bambini di disabilità e in particolare di che cosa significa per la famiglia accogliere la nascita di un bambino disabile. Attraverso lo sguardo, le emozioni e le esperienze di una sorella, si affrontano temi difficili come la diversità e l’accettazione, ricordandoci che ognuno a suo modo è raro e per questo speciale

1000 iscritti al portale www.lavocedelbuio.it

1000 iscritti al portale www.lavocedelbuio.it

“Se aiuti anche una sola persona, hai vinto”
È con questo spirito che tre anni fa abbiamo dato vita a La Voce del Buio. È quindi per noi una gioia immensa celebrare non una, ma mille persone!
1000 iscritti al portale www.lavocedelbuio.it
Mille utenti che hanno scelto di ascoltare i testi registrati dai nostri preziosissimi Donatori di Voce, mille persone che si affidano a noi per realizzare audiolibri a cui altrimenti non potrebbero accedere. Mille persone che ci rendono orgogliosi del lavoro fin’ora svolto e che ci danno la giusta carica per proseguire imperterriti il nostro cammino.
Tante altre persone, siamo certi, si affideranno a noi e noi saremo pronti a farci carico delle richieste che arriveranno.
È per questo che è doveroso dire GRAZIE! a tutta la grande famiglia de La Voce del Buio: all’ANSI Campobasso nella persona della Professoressa Filomena Taddeo, senza la quale non avremmo potuto realizzare il portale; a tutti Donatori di Voce, che colorano di emozioni le pagine lette; al gruppo del Teatro al Buio, fatto di persone tanto semplici quanto meravigliosamente speciali; agli insegnanti che hanno creduto e sostenuto il nostro progetto portandolo nelle scuole; ai ragazzi del Boccardi Tiberio che hanno sviluppato l’APP Blue Bird che consente di arrivare a così tanti utenti; a chi continua a sostenere che aiutare anche una sola persona equivale a vincere.
Ultimi, ma mai ultimi, a Pietro e Florence, che sono l’anima del progetto e che incarnano l’Amore incondizionato per il prossimo.
Abbiamo vinto, tutti insieme. E insieme continueremo a ribadire che…
… è incredibile quante cose puoi vedere con le orecchie!
Antonella ha dato attesa a “L’isola del giorno prima” di Umberto Eco

Antonella ha dato attesa a “L’isola del giorno prima” di Umberto Eco

Nell’estate del 1643 un giovane piemontese naufraga, nei mari del sud, su di una nave deserta. Di fronte a lui un’Isola che non può raggiungere. Intorno a lui un ambiente apparentemente accogliente. Solo, su un mare sconosciuto, Roberto de la Grive vede per la prima volta in vita sua cieli, acque, uccelli, piante, pesci e coralli che non sa come nominare. Scrive lettere d’amore, attraverso le quali si indovina la sua storia: una lenta e traumatica iniziazione al mondo secentesco della nuova scienza, della ragion di stato, di un cosmo in cui la terra non è più al centro dell’universo. Roberto vive la sua vicenda tutta giocata sulla memoria e sull’attesa di approdare a un’Isola che non è lontana solo nello spazio, ma anche nel tempo.

Paola ha dato ossigeno a “L’amore è uno sbaglio straordinario” di Daniela Volontè

Paola ha dato ossigeno a “L’amore è uno sbaglio straordinario” di Daniela Volontè

L’amore è uno sbaglio straordinario: E se all’improvviso un estraneo facesse irruzione nella tua vita? L’esistenza di Melissa, ricercatrice universitaria, scorre tranquilla fino a quando, un giorno, acquista un iPad a un’asta. Su quel tablet trova parecchi file del precedente proprietario e soprattutto tantissime foto: paesaggi marini, scorci urbani, particolari architettonici. Affascinata da quelle immagini, Melissa inizia una ricerca su internet che la porta fino al profilo Facebook di un certo Leon de Rouc. La ragazza non resiste alla tentazione e invia una richiesta di amicizia. Riccardo Ferraris, alias Leon de Rouc, vive a Torino ed è un programmatore con il pallino per la fotografia. E bello, ricco, ha una relazione stabile, ma la sua vita è perfetta solo all’apparenza. Quando per gioco accetta l’amicizia di Melissa, tra i due comincia una fitta corrispondenza online, che nasce come pura evasione, ma diventa ben presto ossigeno per entrambi, una droga dolcissima a cui nessuno dei due può rinunciare. E se a un tratto la realtà irrompesse in quella relazione virtuale?

Patrizia ha dato essenzialità a “Centoquattro poesie” di Emily Dickinson

Patrizia ha dato essenzialità a “Centoquattro poesie” di Emily Dickinson

Curandomi di non togliere e, soprattutto, di non aggiungere nulla, ho cercato di aderire minuziosamente a ognuna delle grandi parole dai molteplici significati che incarnano l’intenso dialogo da lei intrattenuto con l’Altro. La struttura essenziale delle strofe mi ha spesso consentito di conservare senza forzature un’alta quota del ritmo e della musicalità così tipici del suo incedere, il tono austero che rende autorevole la voce e che fa di ogni sua poesia un incontro non tanto mediato dalle parole, quanto, immediato, nelle parole.
dalla nota di Silvia Bre

Mariella ha dato respiro a “Il poeta del Molise. Vita e opere di Nicola Iacobacci” di Giovanni Mascia, Michele Castelli

Mariella ha dato respiro a “Il poeta del Molise. Vita e opere di Nicola Iacobacci” di Giovanni Mascia, Michele Castelli

Opera di ampio respiro, il lavoro di Michele Castelli e Giovanni Mascia trascende la sfera del saggio, attento e accurato, di assoluto rigore scientifico, e diventa omaggio al Poeta. Un omaggio redatto in vita, che è stato possibile pubblicare solo dopo la morte di Iacobacci, accompagnando l’Ultimo Poeta in tutta la sua progressiva evoluzione, perfetta sintesi di realismo ed espressione fantastica, lirismo e tensione etica, splendore di forme e straordinaria sostanza intellettuale, fino a stagliarsi come lucido baluardo, nel rovinoso sgretolarsi di mondi, sistemi, civiltà.

La donatrice di voce Mariella Iacobacci dice: “Ebbene sì, sono figlia d’arte. E grazie a questo saggio sono riuscita a conoscere lo scrittore e il poeta che era mio padre, che ricordo con una penna in mano seduto alla sua scrivania o davanti alla macchina da scrivere. Dando cuore e voce a questo libro, ho aperto le porte della sua arte a voi”.