Floriana ha dato speranza a “Balla per me” di  Kylie Brant

Floriana ha dato speranza a “Balla per me” di Kylie Brant

Anni fa un’anonima cittadina nel cuore dell’Ohio era finita al centro dell’attenzione quando la giovane Kelsey Willard era scomparsa nel nulla, lasciando alle sue spalle una famiglia distrutta, confinata nel proprio dolore: una sofferenza destinata a rimanere senza risposte. Da allora il padre, David, ha cercato senza riuscirci di tenere a bada i suoi sensi di colpa. La madre, Claire, è diventata dipendente da alcol e farmaci per passare attraverso l’esistenza quotidiana. La sorella, Janie, che già soffriva di mutismo selettivo a causa di un disturbo d’ansia, prova a vivere la sua vita il più normalmente possibile. Eppure da quel giorno le domande li perseguitano. Sette anni dopo, in situazioni analoghe, nella stessa zona, si perdono le tracce di Whitney DeVries, un’altra adolescente. Per i Willard si riaprono le porte del passato. Il detective Mark Foster infatti è convinto che i parallelismi tra i due rapimenti siano la chiave che conduce a un pericoloso serial killer. I segreti che l’investigatore porterà alla luce si riveleranno ben più terrificanti di quanto chiunque possa aspettarsi, ma il solo modo per salvare la vita della ragazza scomparsa adesso è risolvere i misteri del caso precedente. Che sia ancora viva o morta da tempo, Kelsey Willard è l’unica via da seguire per non perdere la speranza.

Roberta ha dato accoglienza a “Volevo i pantaloni” di Lara Cardella

Roberta ha dato accoglienza a “Volevo i pantaloni” di Lara Cardella

Annetta, 18 anni, siciliana, non sogna come le sue coetanee il Principe Azzurro. Lei desidera qualcosa di diverso: la libertà, il rispetto. I pantaloni. Caso editoriale che ha segnato gli anni Novanta con oltre due milioni di copie vendute e traduzioni in una quindicina di lingue, Volevo i pantaloni è ora arricchito di un testo inedito dell’autrice che racconta la genesi e l’accoglienza del libro, e il suo significato trent’anni dopo.

Lucia ha dato virtù ad “I sonetti” di William Shakespeare

Lucia ha dato virtù ad “I sonetti” di William Shakespeare

I Sonnets di Shakespeare vengono pubblicati nel 1609, dall’editore Thomas Thorpe, il quale firma anche (con le sole iniziali) la criptica dedica del volume, dedicato a un misterioso Mr W. H. La raccolta conta 154 sonetti divisi in 2 parti: la prima parte, fino al sonetto 126, è dedicata al “Fair youth”, un giovane di grandi virtù e di bell’aspetto che funge da perno attorno al quale l’intera raccolta si muove. I restanti sonetti sono invece dedicati alla “Dark lady”, una figura che incarna l’esatto opposto dell’ideale petrarchesco di donna, al quale tutte le raccolte di sonetti scritte fino ad allora si ispiravano.

Rita ha dato brillantezza a “ZeroZeroZero” di Roberto Saviano

Rita ha dato brillantezza a “ZeroZeroZero” di Roberto Saviano

Un libro straordinario. Un’altra prova della brillantezza di Roberto Saviano come scrittore, ricercatore, divulgatore. “La coca la sta usando chi è seduto accanto a te ora in treno e l’ha presa per svegliarsi stamattina o l’autista al volante dell’autobus che ti porta a casa… Fa uso di coca chi ti è più vicino. Se non è tuo padre o tua madre, se non è tuo fratello, allora è tuo figlio. Se non è tuo figlio, è il tuo capoufficio… Se non è lui, è l’infermiera che sta cambiando il catetere di tuo nonno e la coca le fa sembrare tutto più leggero, persino le notti. Se non è lei, è l’imbianchino che sta ritinteggiando la stanza della tua ragazza, che ha iniziato per curiosità e poi si è trovato a fare debiti. Chi la usa è lì con te. La usa il portiere del tuo palazzo, ma se non la usa lui allora la sta usando la professoressa che dà ripetizioni ai tuoi figli… Il sindaco da cui sei andato a cena. Il costruttore della casa in cui vivi, lo scrittore che leggi prima di dormire… Ma se, pensandoci bene, ritieni che nessuna di queste persone possa tirare cocaina, o sei incapace di vedere o stai mentendo. Oppure, semplicemente, la persona che ne fa uso…”

Vittorio ha dato ironia a “Nudi e crudi” di Alan Bennett

Vittorio ha dato ironia a “Nudi e crudi” di Alan Bennett

Trovare la casa svaligiata dai ladri è senza dubbio un evento sinistro. Ma se spariscono anche la moquette, il rotolo della carta igienica, il forno e l’arrosto che attendeva lo scatto del timer, è palese che non può trattarsi di un semplice furto. E l’allibita vittima – in questo caso un avvocato londinese agiato e pedante – ha tutto il diritto di pensare a una beffa del destino, o a una nuova formula, certo piuttosto radicale, di candid camera. Travolti da una realtà truce e demenziale, l’avvocato e la sua spenta consorte si trovano ad affrontare un rompicapo di comica suspense, dal quale schizzano fuori, come da una scatola a sorpresa, colpi di scena turbinosi. Questo racconto suscita una reazione pressoché unica nella letteratura degli ultimi anni: una ilarità che assale sin dalle prime righe – e quanto più si procede, tanto più essa si mescola con la percezione di una inquietante perfidia.

Sabrina ha dato trasformazione a “La Via del Guerriero di Pace” di Dan Millman

Sabrina ha dato trasformazione a “La Via del Guerriero di Pace” di Dan Millman

La Via del Guerriero di Pace è un best-seller tradotto in quattordici lingue che ha venduto oltre un milione di copie. Basato sulla storia personale dell’autore, ex atleta già campione del mondo, il libro mostra come, dopo un incontro straordinario e “fortuito” con un grande essere, Dan veda trasformarsi completamente la propria vita e comprenda che il destino dell’uomo è infinitamente più grande di ciò che la mente umana può concepire.

Maria ha dato emozioni pulsanti ad “Io sono l’ultimo. Lettere di partigiani italiani” di Stefano Faure, Andrea Liparoto, Giacomo Papi

Maria ha dato emozioni pulsanti ad “Io sono l’ultimo. Lettere di partigiani italiani” di Stefano Faure, Andrea Liparoto, Giacomo Papi

Oltre cento lettere piene di amore, amicizia, di odio e violenza. Un indimenticabile racconto corale sul fascismo, la libertà e la democrazia. I partigiani, prima di tutto, erano giovani. Si innamoravano, scoprivano di avere paura e coraggio. In queste lettere, raccolte con la collaborazione dell’Anpi, i testimoni viventi della Resistenza raccontano le torture, le bombe, i rastrellamenti. Ma anche la nascita di un bambino, un bacio mai dato, il piacere di mangiare o ridere in classe del Duce. Un racconto emozionante, vivo, collettivo che arriva dal passato per parlare al presente. Il ricordo della guerra di Liberazione diventa giudizio sull’Italia di oggi.

“La voce del buio”: il progetto molisano come esempio di integrazione – Articolo di Cinzia Venditti su www.moliseweb.it, pubblicato in data 18/03/2021

“La voce del buio”: il progetto molisano come esempio di integrazione – Articolo di Cinzia Venditti su www.moliseweb.it, pubblicato in data 18/03/2021

http://www.moliseweb.it/info.php?id=33202
“La voce del buio”: il progetto molisano come esempio di integrazione – Pubblicato giovedì, 18 marzo 2021 – di Cinzia Venditti – “La voce del buio”, progetto molisano ideato da Pietro La Barbera, Florence Della Valle e Rosanna Masciantonio e promosso dall’ANSI di Campobasso, grazie alla sensibilità della Presidentessa Filomena Taddeo, si propone fin dagli albori di arricchire la biblioteca online di audiolibri per i non vedenti. Molti sono i testi, di genere più disparato, presenti nel database e aumentano ogni giorno di più, grazie ai preziosi volontari provenienti da ogni parte che donano la loro voce per creare luce nel buio, quella luce che solo la letteratura sa offrire e di cui tutti abbiamo bisogno. Ancor di più in questo anno difficile che abbiamo vissuto e continuiamo a vivere, in cui, spesso chiusi in casa, con i libri possiamo aprire una finestra sul mondo. «Abbiamo sempre creduto nella lettura ad alta voce come strumento di inclusione. – le parole di Pietro, Florence e Rosanna – Il lavoro svolto dalla I F dell’Istituto Professionale di Stato “Pietro Verri” di Busto Arsizio ne è una bellissima testimonianza. Grazie a loro, la nostra audioteca si arricchisce di “Bianca come il latte, rossa come il sangue” un testo di Alessandro D’Avenia, conosciuto anche come Prof 2.0. Come lui, anche noi de La Voce del Buio abbiamo creduto nel web come strumento per crescere insieme in maniera attiva, dove “ognuno è alunno e maestro allo stesso tempo”, e, come lui, crediamo fortemente di poter trovare terreno fertile nelle scuole. Questo non può che essere visto come un motivo in più per continuare a lavorare con tenacia e caparbietà.
Il lavoro svolto dai ragazzi è un bellissimo esempio di integrazione. Attraverso la lettura e la registrazione collettiva di un romanzo si è consolidato il rapporto tra i ragazzi, dando la possibilità ai compagni in difficoltà di accedere agevolmente al testo. L’entusiasmo e la passione con cui hanno lavorato alla registrazione è tangibile se si ascoltano i file. Siamo felici di aver ricevuto da questi meravigliosi ragazzi la possibilità di crescere insieme attraverso la lettura e aspettiamo con ansia le loro prossime registrazioni.» Ancora una volta, quindi, tutti insieme, abbiamo scoperto che è incredibile quante cose puoi vedere con le orecchie e come, a volte, basta poco per rendere il buio un po’ meno buio.

La Classe I F, a.s. 2020/2021, dell’Istituto Professionale di Stato “Pietro Verri” di Busto Arsizio (VA), ha dato rinascita a “Bianca come il latte, rossa come il sangue” di Alessandro D’Avenia

La Classe I F, a.s. 2020/2021, dell’Istituto Professionale di Stato “Pietro Verri” di Busto Arsizio (VA), ha dato rinascita a “Bianca come il latte, rossa come il sangue” di Alessandro D’Avenia

Leo è un sedicenne come tanti: ama le chiacchiere con gli amici, il calcetto, le scorribande in motorino e vive in perfetta simbiosi con il suo iPod. Le ore passate a scuola sono uno strazio, i professori “una specie protetta che speri si estingua definitivamente”. Così, quando arriva un nuovo supplente di storia e filosofia, lui si prepara ad accoglierlo con cinismo e palline inzuppate di saliva. Ma questo giovane insegnante è diverso: una luce gli brilla negli occhi quando spiega, quando sprona gli studenti a vivere intensamente, a cercare il proprio sogno. Leo sente in sé la forza di un leone, ma c’è un nemico che lo atterrisce: il bianco. Il bianco è l’assenza, tutto ciò che nella sua vita riguarda la privazione e la perdita è bianco. Il rosso invece è il colore dell’amore, della passione, del sangue; rosso è il colore dei capelli di Beatrice. Perché un sogno Leo ce l’ha e si chiama Beatrice, anche se lei ancora non lo sa. Leo ha anche una realtà, più vicina, e, come tutte le presenze vicine, più difficile da vedere: Silvia è la sua realtà affidabile e serena. Quando scopre che Beatrice è ammalata e che la malattia ha a che fare con quel bianco che tanto lo spaventa, Leo dovrà scavare a fondo dentro di sé, sanguinare e rinascere, per capire che i sogni non possono morire e trovare il coraggio di credere in qualcosa di più grande.

Marco ha dato cambiamento ad “Una notte indimenticabile” di Laura Gay

Marco ha dato cambiamento ad “Una notte indimenticabile” di Laura Gay

Luca è un ragazzo difficile. Passa le giornate stordendosi con alcol, donne e droghe leggere; tutto pur di dimenticare il rapporto burrascoso col proprio padre. Manuela invece è seria, con la testa sulle spalle, e sogna il grande amore. Possono due persone tanto diverse trovare un punto d’incontro? Luca incontra Manuela una sera, in un locale. Lei rappresenta tutto ciò da cui vorrebbe stare lontano, eppure si sente irrimediabilmente attratto da quella ragazza per nulla appariscente, ma con una risata talmente sexy da infiammare i sensi. Decide di farla sua per una notte, tuttavia quello che comincia come un gioco diventa molto di più. Luca è ossessionato da lei. Più Manuela gli sfugge, più lui la cerca, in un rincorrersi di eros e sentimento che cambierà drasticamente le loro vite.