Valeria ha dato rischio a “La chiave dei ricordi” di Kathryn Hughes

Valeria ha dato rischio a “La chiave dei ricordi” di Kathryn Hughes

A trentotto anni, dopo un divorzio difficile, è tornata a casa dei genitori, convinta di non avere più un futuro. Per distrarsi dai suoi problemi, decide di scrivere un libro su Ambergate, l’ospedale psichiatrico in cui aveva lavorato il padre, ormai chiuso da anni e che verrà presto demolito. Girovagando tra i corridoi di quell’enorme edificio in rovina, Sarah s’imbatte in una vecchia, polverosa valigia, abbandonata lì chissà quando da una paziente. Dentro c’è un biglietto su cui sono scritte poche righe che, sorprendentemente, la riguardano molto da vicino… Rintracciare quella paziente diventa allora una missione. Spinta da una forza che credeva di aver perduto, Sarah insegue i labili indizi lasciati da quella donna, ricostruendo la storia di un dolore così grande da essere scambiato per follia, di un amore capace di rischiarare anche le tenebre più buie, di un segreto rimasto sepolto troppo a lungo. Un segreto che potrebbe cambiare anche la vita di Sarah.

Pina ha dato santità a “Storia di un’anima” di Teresa di Lisieux

Pina ha dato santità a “Storia di un’anima” di Teresa di Lisieux

Tra il 1895 e il 1897, nella Francia della Belle époque e del crescente entusiasmo per i sempre più spettacolari progressi della scienza e della tecnica, una giovane carmelitana poco più che ventenne ricevette dalla sua Priora, nel convento di Lisieux, l’ordine di stendere un testo autobiografico, nel quale testimoniare, a futura memoria, il suo specialissimo itinerario spirituale. La giovane seppe tracciare, in tre successivi manoscritti, un vero e proprio trattato sulla fede e sulla speranza cristiana, nella forma di un vivace racconto in prima persona. Storia di un’anima è il titolo con cui sono stati pubblicati questi celebri manoscritti. Qui vengono riproposti in una nuova traduzione basata sulle più recenti edizioni critiche pubblicate in Francia in occasione del Centenario della morte di Teresa di Lisieux, Dottore della Chiesa dal 1997.

Nicoletta ha dato verità ad “I manoscritti perduti degli Illuminati” di G. L. Barone

Nicoletta ha dato verità ad “I manoscritti perduti degli Illuminati” di G. L. Barone

Firenze. Si è scatenato il panico nella prestigiosa casa d’aste Paolini: è appena esplosa una bomba e il salone ha preso fuoco. Un gruppo di paramilitari, approfittando della confusione, si introduce nei sotterranei del palazzo e si impossessa del misterioso lotto 302, custodito in un grosso baule di alluminio. Contemporaneamente, Andreas Henkel, agente del Servizio Segreto Vaticano, si trova a far fronte a un evento scioccante e imprevisto: il rapimento della sua fidanzata. I due episodi, all’apparenza scollegati, si riveleranno ben presto strettamente connessi: toccherà proprio a Henkel, infatti, ritrovare per conto dei rapitori gli antichi documenti trafugati a Firenze. E per farlo ha a disposizione appena settantadue ore, dopodiché la sua promessa sposa morirà. Parte così un frenetico conto alla rovescia, che lo porterà dal Vaticano alla Terra Santa, sulle tracce di una verità scomoda, occultata per secoli dalla Chiesa: forse il reale significato della Bibbia non è quello che fino a oggi abbiamo creduto che fosse.

Monia ha dato orientamento a “Perdersi. L’uomo senza ambiente” di Franco La Cecla

Monia ha dato orientamento a “Perdersi. L’uomo senza ambiente” di Franco La Cecla

Tracciando confini, separando lo spazio ‘addomesticato’ da quello selvaggio, edificando villaggi e città, gli uomini hanno da sempre orientato se stessi e l’intero universo. Oggi, invece, parlare di insediamenti umani e di ‘perdersi’ implica dare testimonianza dello sconquasso del mondo dovuto a sempre maggiori situazioni di diaspora e di emigrazione e al costituirsi di forme di cittadinanza nuove. Un libro originale e sorprendente che, come scrive Gianni Vattimo nella prefazione, “muovendo da una riflessione essenzialmente antropologica e ‘scientifico-positiva’, ritrova la tematica centrale della filosofia contemporanea”.

Simona ha dato ritmo a “Mistero alla Torre di Londra” di Paul Harding

Simona ha dato ritmo a “Mistero alla Torre di Londra” di Paul Harding

Dicembre 1378. Londra si prepara per il Natale ma un gelo eccezionale stringe la città in una morsa di ghiaccio. Il governatore della Torre di Londra, sir Ralph Whitton, viene assassinato in una stanza del bastione settentrionale, con la porta chiusa a chiave dall’interno. Come hanno potuto gli assassini attraversare il fossato e arrampicarsi sul muro della fortezza? Athelstan, il frate domenicano e sir John Cranston, coroner della città, devono indagare su quel mistero che risulterà essere soltanto il primo di una lunga e macabra serie. Un altro bel mistry storico dal’autore de La galleria dell’usignolo

Luisa ha dato sorrisi a “Fantozzi” di Paolo Villaggio

Luisa ha dato sorrisi a “Fantozzi” di Paolo Villaggio

Riso amaro, ma pur sempre riso. Utile anche per una riflessione critica su abitudini e costumi della nostra epoca. Anche se scritto diversi anni fa, rimane fresco e attuale. Paolo Villaggio in questo libro ha descritto al meglio la società in cui viviamo, sapendo sottolineare quelle sfumature di assurdità che ogni giorno ci accompagnano nella nostra vita, lavorativa e non. Consigliato a tutti quelli che vogliono farsi una risata, senza prendersi sul serio.

Luisa ha dato avventura ad “Il gioco degli specchi” di Andrea Camilleri

Luisa ha dato avventura ad “Il gioco degli specchi” di Andrea Camilleri

Come in un gioco di specchi, in questa nuova avventura, qualcuno vuole confondere Montalbano: «un villino, un giro di macchine, una storia d’amore un po’ scespiriana, due esplosioni apparentemente insensate, un proiettile senza tracciabile direzione, una coppia di cadaveri… Vorticano tra i riflessi ingannevoli, le deformazioni e le mezze verità di metaforici specchi».

Paola ha dato importanza a “La testa fra le nuvole” di Susanna Tamaro

Paola ha dato importanza a “La testa fra le nuvole” di Susanna Tamaro

“La testa fra le nuvole è un omaggio alla letteratura, alla forza del sogno e della fantasia. Ed è un omaggio alla letteratura che mi ha formata più di tutte le altre, quella della cosiddetta Mitteleuropa. Ruben è il nipote di Karl Rossman di “America”, il cugino del protagonista di “Ho servito il re d’Inghilterra”. Lo svagato, l’irregolare, lo Schlemihl che si aggira stupito e maldestro nella realtà degli uomini grandi, degli uomini che non scorgono l’insensatezza della vita. Ruben è anche una parte del mio carattere che, con la saggezza degli anni, ho imparato a mascherare abbastanza bene ma che è sempre presente, che mi fa sempre scendere dalla parte sbagliata e imboccare con sicurezza le porte dei gabinetti, convinta che siano l’uscita sulle scale e conversare amabilmente, nelle cene importanti, con la cameriera convinta che sia la padrona di casa.” (Susanna Tamaro)