Elisabetta ha dato interiorità a “La casa dell’incesto” di Anaïs Nin

Elisabetta ha dato interiorità a “La casa dell’incesto” di Anaïs Nin

La casa dell’incesto è la storia della dolorosa situazione di una donna divisa, incapace di trovare un collegamento tra il corpo e la propria vita emotiva. “Ho scritto le prime due pagine del mio nuovo libro in uno stile surrealista,” annota nel suo diario la Nin nell’aprile del 1932. E in effetti si tratta di un testo audacemente sperimentale, sospeso tra il romanzo e la prosa lirica, che rappresenta il felice punto d’incontro tra i due momenti fondamentali dell’ispirazione di Anaïs Nin: da una parte, la ricerca di una totale e potente naturalezza nell’esprimere la vita e l’emozione dei sensi; dall’altra, il proposito di “procedere dal sogno per entrare nel dato sensibile”, cioè di immergere l’esperienza onirica nel flusso della vita quotidiana, accostandosi alle ricerche del gruppo surrealista. Nasce così quello che è, forse, il libro letterariamente più elaborato e intenso della Nin: un racconto allucinato, “stratosferico”, caratterizzato da una prosa sontuosa e musicale, da una ragnatela sottile ma fortissima di immagini e di suoni, “la mia stagione all’inferno”, come ebbe a definirlo l’autrice stessa. Un poema in prosa unico nel suo genere. Un montaggio/travestimento “surrealista”: il mondo interiore e onirico di una donna.

Martina ha dato sensibilità a “La voce” di Anaïs Nin

Martina ha dato sensibilità a “La voce” di Anaïs Nin

Nelle sedici storie di questo volume, che comprende le raccolte “Campana di vetro” e “Inverno artificiale” è presente un continuo slittamento tra realtà e sogno, in una prosa modellata sull’invenzione e soprattutto filtrata attraverso la lente, deformante e rivelatrice, della sensibilità poetica della Nin. Racconti senza luogo e senza data, dove l’istantanteo si fonde nel ricordo, il passato nel presente, il fantasma nel visibile, uniti da un unico tema: la donna e il suo riflesso, il viaggio interiore intrecciato al vissuto.

Rossana ha dato veridicità a “Le amiche che vorresti e dove trovarle” di Beatrice Masini, Fabian Negrin

Rossana ha dato veridicità a “Le amiche che vorresti e dove trovarle” di Beatrice Masini, Fabian Negrin

Ventidue ritratti di eroine letterarie – da Emma Bovary a Jane Eyre, da Lady Chatterley a Anna Karenina, da Jo a Pippi Calzelunghe, fino ad arrivare alle modernissime Matilde di Roald Dahl o Mina di David Almond – che hanno in comune la caratteristica di uscire dagli schemi della propria società. Le tavole sono diversificate stilisticamente a seconda del carattere e del tipo di personaggio. A ciascuna eroina è dedicato un brano evocativo attraverso cui l’autrice condivide con le giovani lettrici le emozioni e i temi che il personaggio si porta dentro, come una porta che si apre su mondi e sogni sempre nuovi

Antonella ha dato riconsiderazione a “Le sorgenti dei sogni” di Francesco Alberoni

Antonella ha dato riconsiderazione a “Le sorgenti dei sogni” di Francesco Alberoni

L’autore introduce il lettore al risultato di anni di osservazione, studio, riflessione, alla ricerca delle origini dei sogni, dei desideri e delle passioni che, nella società di oggi, danno un significato alle azioni, un senso all’esistenza e indicano la via da seguire nella vita. Il libro propone una narrazione diretta di fatti, personaggi ed episodi che invitano a riconsiderare, all’ingresso del nuovo millennio, sentimenti, valori etici, ideali politici e spirituali e, più in generale, i rapporti con gli altri.

Gabriella ha dato incanto a “Storie per voce quieta” di Roberto Piumini

Gabriella ha dato incanto a “Storie per voce quieta” di Roberto Piumini

“Storie per voce quieta” è un romanzo picaresco-spirituale; ma è anche una fiaba per adulti sulla scia delle “Mille e una notte”. Siba, Chinarra e Maloi abitano nella loro casa che sembra un tappeto volante. Incrociano corpi, personaggi, storie, in uno spazio di fatti sospesi. Sono persone assorte, pacificate, aperte agli accadimenti. Ci sono eventi – siano un ospite inquietante e inatteso, il richiamo della notte, o l’energica folata di un vento unico – che si presentano numerosi e diversi, spingendo i protagonisti a vivere incantesimi e metamorfosi come nei poemi epici classici.

Francesco ha dato essenza a “La Sacra Bibbia. Nuovo Testamento. Atti degli Apostoli. Lettere apostoliche. Libro dell’Apocalisse” – Ediz. Conferenza Episcopale Italiana

Francesco ha dato essenza a “La Sacra Bibbia. Nuovo Testamento. Atti degli Apostoli. Lettere apostoliche. Libro dell’Apocalisse” – Ediz. Conferenza Episcopale Italiana

Il cammino vocalizzante della Sacra Bibbia sfocia infine nel racconto della prima comunità cristiana e delle sue ispirate riflessioni, riportato dagli Atti degli Apostoli, dalle Lettere apostoliche e nel Libro dell’Apocalisse. L’esempio di questi uomini comuni, convertiti al puro amore divino, ci rivela che siamo tutti chiamati al discernimento verso i valori essenziali e intramontabili, volgendo la mente e il cuore all’eternità.

Viviana ha dato denuncia a “Il corpo umano” di Paolo Giordano

Viviana ha dato denuncia a “Il corpo umano” di Paolo Giordano

È un plotone di giovani ragazzi quello comandato dal maresciallo Antonio René. L’ultimo arrivato, il caporalmaggiore Roberto Ietri, ha appena vent’anni e si sente inesperto in tutto. Per lui, come per molti altri, la missione in Afghanistan è la prima grande prova della vita. Al momento di partire, i protagonisti non sanno ancora che il luogo a cui verranno destinati è uno dei più pericolosi di tutta l’area del conflitto: la forward operating base (fob) Ice, nel distretto del Gulistan, “un recinto di sabbia esposto alle avversità”, dove non c’è niente, soltanto polvere, dove la luce del giorno è così forte da provocare la congiuntivite e la notte non si possono accendere le luci per non attirare i colpi di mortaio. Ad attenderli laggiù, c’è il tenente medico Alessandro Egitto. È rimasto in Afghanistan, all’interno di quella precaria “bolla di sicurezza”, di sua volontà, per sfuggire a una situazione privata che considera più pericolosa della guerra combattuta con le armi da fuoco. Sfiniti dal caldo, dalla noia e dal timore per una minaccia che appare ogni giorno più irreale, i soldati ricostruiscono dentro la fob la vita che conoscono, approfondiscono le amicizie e i contrasti. In un romanzo corale, che alterna spensieratezza e dramma, Giordano delinea con precisione i contorni delle “nuove guerre”. E, nel farlo, ci svela l’esistenza di altri conflitti, ancora più sfuggenti ma non meno insidiosi: quelli familiari, quelli affettivi e quelli sanguinosi e interminabili contro se stessi.