Patrizia ha dato rinnovamento a “Mistero buffo. Giullarata popolare” di Dario Fo

Patrizia ha dato rinnovamento a “Mistero buffo. Giullarata popolare” di Dario Fo

“Mistero buffo” è certamente il più noto, in Italia e all’estero, tra gli spettacoli di Dario Fo e anche quello che ha destato più polemiche. Prima del gesto, la parola: la forza di quest’opera, che segna un momento di profondo rinnovamento del teatro italiano, sta soprattutto nel linguaggio, qui reinventato attingendo ai dialetti padani (e non solo) dei secoli XIII-XV con effetti esilaranti. Il testo è proposto in una nuova edizione integrale, cioè proponendo anche i cambiamenti avvenuti nel corso degli anni e degli oltre cinquemila allestimenti in Italia e all’estero, tra il 1969 e il 2003.

Simona ha dato esperienza ad “Orlando furioso” di Ludovico Ariosto

Simona ha dato esperienza ad “Orlando furioso” di Ludovico Ariosto

La genialità del poema ariostesco, rispetto al modello dei cicli cavallereschi e dell'”Orlando innamorato” del Boiardo, risiede nella “statura” dei personaggi: pur mantenendoli in un clima fantastico, l’autore li eleva a rappresentazioni di sentimenti universali, esemplari di una condizione in cui i valori dell’agire umano (amore, onore, eroismo) s’intrecciano con i disvalori (prevaricazione, ferocia, viltà, tradimento) senza distinzione di campo, cristiano o pagano. Lungi dal sottendere messaggi univoci, Arrosto muove le sue creature nella fluente ricchezza della vita, annullando i confini tra realtà, finzione e sogno e lasciando emergere la cifra umana dell’esperienza.

Patrizia ha dato salvezza a “L’estate torbida” di Carlo Lucarelli

Patrizia ha dato salvezza a “L’estate torbida” di Carlo Lucarelli

Con L’estate torbida Carlo Lucarelli ha scritto il suo secondo romanzo giallo. Il primo – pubblicato nel 1990 da questa casa editrice col titolo Carta bianca – è nato da una tesi di laurea sulla polizia della Repubblica di Salò (nascita non singolare per chi sappia quanto il racconto poliziesco s’adagia sulla storia, sull’evento quotidiano, e quanto gli è parente l’occhio cinico o moralista dello storico). E dalla storia della polizia repubblichina, Lucarelli ha tratto, non tanto un singolo caso misterioso, quanto una atmosfera torbida, foriera di ogni possibile intrigo e di disillusione inquieta degli onesti: un miscuglio, letterariamente felice, di modernità raggiunta e senso dell’abisso, di lusso e precarietà, di lotta per la sopravvivenza e abbandono al destino. Ma soprattutto, ha distillato da quell’atmosfera un personaggio vivido, il commissario De Luca, uomo onesto e laico in un mondo di corruzione e di ideologie, funzionario fedele al dovere tra i felloni, moralmente certo, nel pieno della notte, che qualcosa va salvata alla luce che verrà. Nell’estate torbida seguente al tracollo del fascismo, De Luca, richiamato ufficiosamente a indagare, si occupa di una strage dai misteriosi moventi e dalle delicate implicanze.

Valeria ha dato combattività a “Ventimila leghe sotto i mari” di Jules Verne

Valeria ha dato combattività a “Ventimila leghe sotto i mari” di Jules Verne

Un oggetto misterioso, più grande e più rapido di una balena, solca gli oceani a fine Ottocento. Tutti si interrogano su questa apparizione incredibile. Se ne parla dovunque: nei caffè, nei teatri e sulle pagine dei giornali. Poi l’oggetto misterioso comincia ad affondare alcune navi, e la paura si sovrappone alla curiosità. Di cosa si tratta? Lo scoprirà un gruppo di naufraghi, e sarà una scoperta straordinaria. Non è un pesce mostruoso, né un gigantesco cetaceo a spargere il terrore nei mari. È un sommergibile, il Nautilus, guidato dall’indimenticabile figura del capitano Nemo, un uomo solitario in lotta con il mondo. Ma saliti a bordo del Nautilus le avventure sono appena cominciate: in compagnia del capitano Nemo si attraverseranno le profondità degli oceani, si visiteranno città sommerse, si combatterà contro polpi giganteschi. Un susseguirsi di vicende appassionanti che hanno fatto di questo romanzo uno dei capolavori immortali nati dalla fantasia di Verne.

Anna ha dato attesa a “NELLA NOTTE UN GRIDO” di MARY HIGGINS CLARK

Anna ha dato attesa a “NELLA NOTTE UN GRIDO” di MARY HIGGINS CLARK

Dopo molte traversie e un matrimonio fallito, Jenny, affascinante consulente di una galleria d’arte, è convinta di aver trovato la felicità con Erich Krueger, un pittore bello e facoltoso. Nel volgere di poco tempo i due si sposano, trasferendosi con le figlie di lui nella sontuosa dimora dei Krueger, nel Minnesota. Ben presto, però, la donna comincia ad avvertire attorno a sé una strana e sinistra atmosfera, greve di minacce e di echi di un torbido passato che la casa stessa sembra celare tra le sue pareti…

Elisabetta ha dato accortezza ad “I dialoghi mancati – Marconi, se ben mi ricordo” di Antonio Tabucchi

Elisabetta ha dato accortezza ad “I dialoghi mancati – Marconi, se ben mi ricordo” di Antonio Tabucchi

In questi Dialoghi mancati il tema della solitudine acquisisce un risvolto ambiguo e si tinge di una comicità felpata e allarmante. In Marconi, se ben mi ricordo la cacciata degli anarchici da Lugano viene associata alla nascita della radio. All’altro capo del filo del telefono grazie al quale un attore fallito che interpreta il ruolo di Fernando Pessoa sogna di confidare le sue angosce a Luigi Pirandello (Il signor Pirandello è desiderato al telefono), come dall’altra parte della stanza d’ospedale nella quale prende corpo la feroce disperazione di un uomo colpito da un lutto (Il tempo stringe), c’è una presenza impossibile o irraggiungibile che è al tempo stesso un’assenza. Un “altro” (un fantasma e un cadavere) che costituisce rispettivamente un mero oggetto di desiderio e un contendente che morendo si è sottratto a un duello mortale. Ma attraverso questo Altro, nel quale l’Io monologante proietta se stesso, si consuma la solitudine dell’uomo moderno.  Marconi, se ben mi ricordo è uno sfolgorante, eccezionale omaggio alla radio. Realizzato nel 1995 dalla Rai per ricordare il centenario di una delle grandi invenzioni di fine Ottocento, Marconi, se ben mi ricordo fu scritto da Antonio Tabucchi su commissione. Da scrittore attento alla realtà sociale dell’Europa, Tabucchi ha intrecciato l’invenzione della trasmissione senza fili con un altro avvenimento storico del 1895: la partenza degli anarchici europei da Lugano. Anarchici che poi si sarebbero rifugiati soprattutto in Inghilterra, grande paese liberale che fu l’unico stato disposto a ospitare gli sconfitti della storia.

Manuela ha dato soluzione a “Tu che non sei romantica” di Guido Catalano

Manuela ha dato soluzione a “Tu che non sei romantica” di Guido Catalano

Giacomo Canicossa, poeta professionista vivente, di donne ne ha già perse due: Agata, che tre anni fa è partita per le Lontane Americhe, e Anna, che se n’è andata da dieci giorni e gli ha lasciato soltanto una pianta di ficus. Certo, il lavoro va bene: ha un contratto con una Grande Casa Editrice, una editor pazza che lo chiama giorno e notte e un romanzo segreto ad alto tasso di romanticismo con cui spera di vincere il Premio Strega. Ma che senso ha il successo quando manca l’amore? La solitudine è tale che Giacomo inizia a soffrire di allucinazioni: nel suo salotto è comparso un bambino in pigiama, con grandi occhiali e una strana passione per la chimica, che si nutre solo di pizza e Nesquik. Insomma, c’è di che preoccuparsi. Ma Giacomo sa che per tutti i problemi c’è una soluzione infallibile: la fuga. Così scappa a Roma, sedotto dal mondo dorato del cinema, e cerca di dimenticare Anna avventurandosi negli abissi di Tinder… Dopo il successo di “D’amore si muore ma io no”, Guido Catalano torna al romanzo con una storia piena di baci, di poesia, di gatti, di sguardi, ma anche di guerra e di paura, di sesso e di magia. E amore, ovviamente: di amore ce n’è così tanto che perfino tu – proprio tu, tu che non sei romantica – non riuscirai più a farne a meno. Altrimenti, che razza di storia sarebbe?

Alissya ha dato dignità ad “Il cacciatore di aquiloni” di Khaled Hosseini

Alissya ha dato dignità ad “Il cacciatore di aquiloni” di Khaled Hosseini

Si dice che il tempo guarisca ogni ferita. Ma, per Amir, il passato è una bestia dai lunghi artigli, pronta a inseguirlo e a riacciuffarlo quando meno se lo aspetta. Sono trascorsi molti anni dal giorno in cui la vita del suo amico Hassan – il ragazzo dal viso di bambola, il cacciatore di aquiloni – è cambiata per sempre in un vicolo di Kabul. Quel giorno, Amir ha commesso una colpa terribile. Così, quando una telefonata inattesa lo raggiunge nella sua casa di San Francisco, capisce di non avere scelta: deve partire, tornare a casa, per trovare il figlio di Hassan e saldare i conti con i propri errori mai espiati. Ma ad attenderlo, a Kabul, non ci sono solo i fantasmi della sua coscienza. C’è un mondo violento, assurdo e sinistro, dove le donne sono invisibili, la bellezza è fuorilegge e gli aquiloni non volano più. Trent’anni di storia afgana – dalla fine della monarchia all’invasione russa, dal regime dei Talebani fino ai giorni nostri – rivivono in questo romanzo emozionante e pieno d’atmosfera, diventato uno straordinario successo internazionale, che è ora possibile gustare anche in un’edizione graphic novel splendidamente illustrata.

Oriana ha dato coraggio ad “Il grande albero” di Susanna Tamaro

Oriana ha dato coraggio ad “Il grande albero” di Susanna Tamaro

Un racconto di Natale sull’amore, sul coraggio, sulla speranza in grado di conquistare il cuore di tutti i lettori. Una storia solo apparentemente per ragazzi che ha la forza e la suggestione del ”Piccolo principe”. La storia di un abete e della sua lunga vita, dei suoi incontri con personaggi illustri come l’imperatore d’Austria e la principessa Sissi, dei suoi viaggi, quando, tagliato, dovrà lasciare la radura in cui è nato per diventare l’albero di Natale di piazza San Pietro a Roma. Infine della sua amicizia con lo scoiattolo Crik che lo aiuterà a tornare a casa.

Marina ha dato verità a “L’ alchimista di Venezia” di G. L. Barone

Marina ha dato verità a “L’ alchimista di Venezia” di G. L. Barone

Un antico manufatto alchemico. Un uomo che lotta per la propria vita. Un intrigo che potrebbe mettere Venezia in ginocchio. Venezia, 1761. Un ricco membro del Maggior Consiglio muore cadendo nel Canal Grande dalla finestra del suo palazzo. Tutto sembra far pensare a un omicidio passionale e il possibile colpevole è subito identificato dalle temute magistrature veneziane: Eliardo de Broglie, uno spiantato truffatore che, millantando di saper trasformare il piombo in oro, aveva circuito la moglie del defunto. Il giovane, fiutando il pericolo, riesce a fuggire grazie alla protezione di un’enigmatica nobildonna francese, Annika Stéphanie Brûlart, contessa d’Aumale. Ma l’aiuto ricevuto ha un caro prezzo: la donna affida a Eliardo la missione di recuperare un misterioso manufatto alchemico che le è stato sottratto. Solo dopo aver accettato, l’alchimista si rende conto che l’incarico è estremamente pericoloso. Tallonato dagli inquisitori e da un gruppo di mercanti ottomani, comincerà una caccia al tesoro che lo porterà a scoprire un’inaspettata verità. Un segreto antico, che dalla Magna Grecia è arrivato fino alle stanze del doge…