Sandra ha dato incastro a “L’enigma della camera 622” di Joël Dicker

Sandra ha dato incastro a “L’enigma della camera 622” di Joël Dicker

Nella banca Ebezner, tra le più importanti di Ginevra, sta per avvenire un cambio di testimone importante: quello tra il vecchio Abel Ebezner, presidente della banca scomparso di recente, e il suo successore… Chi sarà eletto presidente di una banca così prestigiosa? Da tutto questo parte una narrazione ricca di colpi di scena che sconvolgeranno il lettore, lasciandolo incredulo e smontando puntualmente ogni sua sicurezza. Nel libro ritroviamo il famoso gioco narrativo tipico dell’autore, ossia una trama che si arricchisce e si infittisce, incastrandosi perfettamente fino a formare il quadro completo soltanto nelle ultime pagine del romanzo

Maria Pia ha dato fluidità a “Non so che viso avesse. La storia della mia vita” di Francesco Guccini

Maria Pia ha dato fluidità a “Non so che viso avesse. La storia della mia vita” di Francesco Guccini

Montanaro di pianura, nato a Modena, diffidente, avaro di sé, sobrio e bevitore, pigro e serissimo, ma chiacchierone instancabile, Francesco Guccini ha scelto, per la prima volta, di raccontare la sua vita. E ci è riuscito, in questo libro bello e bizzarro, nell’unico modo per lui possibile: fingendo di parlare d’altro, per dire tutto di sé. Per farlo, Guccini organizza una geografia: Pavana col mulino degli avi, i nonni, le nonne e i bisnonni, il bosco, il fiume, la montagna. Modena, odiata e amata, piccola città bastardo posto. Bologna, l’eletta, in via Paolo Fabbri, una vecchia signora dai fianchi un po’ molli col seno sul piano padano e il culo sui colli. E poi gli altri luoghi e i loro aneddoti: le osterie, il giornale per sbarcare il lunario (perché cantare non è mica un mestiere), e le balere, dalla via Emilia al West, con gli orchestrali, le giacche con i lustrini, il rock and roll. E ancora: l’amore per il cinema, con gli amici Luciano Ligabue e Leonardo Pieraccioni, per le chitarre, per i fumetti e per l’ottava rima. E infine: il concerto, il luogo dell’incontro col pubblico, secondo una liturgia ritualizzata che comincia con il c’era una volta di “Lunga e diritta correva la strada” di “Canzone per un’amica” per finire con l’epos trionfale di “Non so che viso avesse” della “Locomotiva”.

Mariella ha dato intrigo ad “Il viaggiatore senza scopo” di Charles Dickens

Mariella ha dato intrigo ad “Il viaggiatore senza scopo” di Charles Dickens

Nel Regno Unito e non solo parlare di Dickens è come parlare di Alessandro Manzoni in Italia: quasi un Padre della Patria. (…) ‘Il viaggiatore senza scopo’”, ‘èe Unconventional traveller’, oltre alla bizzaria del titolo che fissa una differenza, per quel tempo significativa, tra il ‘commesso viaggiatore’ e quello che adesso chiameremmo il ‘turista culturale’, rappresenta un diario fedele e anche interessante dei gusti e delle attenzioni umane e ambientali di Dickens. Colpisce, ancora una volta, l’impronta dickensiana di voler rappresentare, attraverso la narrazione, il gusto diffuso del suo tempo. Charles Dickens, il quale attraversa con la sua penna leggera e talora ironica città e campagne, terra e mare, uomini e donne, giovani e vecchi, gentiluomini e briganti. A tutti e di tutti fa un ritratto e racconta la sua storia, talora sciogliendo nodi culturali e storici, talora apponendo la sua cifra narrativa e personale, intrigante, ma inestricabile. Non siamo davanti ad un libro di viaggio, bensì al diario di un viaggiatore: la differenza è sostanziale. Il primo dovrebbe lasciare nel suo lettore il desiderio di ripercorrere quell’itinerario per scoprirne segreti e bugie, curiosità e banalizzazioni, il diario è invece un unicum, una testimonianza di vita e un atto d’amore.”

Federica ha dato rievocazione ad “Un matrimonio, un funerale, per non parlar del gatto” di Francesco Guccini

Federica ha dato rievocazione ad “Un matrimonio, un funerale, per non parlar del gatto” di Francesco Guccini

Da dietro il crinale della collina si vede arrivare il piccolo corteo, preceduto dal suonatore di fisarmonica e dal mescitore di vino. Lo sposo e la sposa sono in cammino dall’alba, raggiungeranno la chiesa non proprio freschissimi e poi, dopo la cerimonia, riprenderanno la strada insieme agli altri, di nuovo per mulattiere, pronti a godersi un pranzo e una cena con l’appetito rinvigorito dalla scarpinata. Un matrimonio oggi inimmaginabile, che era perfettamente normale quando il piccolo Francesco Guccini vi prendeva parte, portando in dono agli sposi un dono veramente prezioso… E ancora: il funerale del mitico Gigi dell’Orbo, il sarto sempre ubriaco, il tenore lirico appassionato di ciclismo, la contadina poetessa, l’uomo che era convinto di dover reggere il cielo e tante altre “istantanee”, colme di ironia e appena velate di malinconia, di un tempo andato che non ritornerà. Qualche volta, tra queste pagine, la pellicola della memoria dell’autore resta impressionata da figure sfuggenti, sornione come gatti, dolci come il ricordo di chi se n’è andato, o forse un po’ beffarde come fantasmi… Questi racconti sono un viaggio attraverso il tempo e i registri narrativi, e riportano in vita per noi esistenze minime, destinate a essere dimenticate se non giungessero le parole a rievocarle.

Marina ha dato cambiamento a “Semina il vento” di Alessandro Perissinotto

Marina ha dato cambiamento a “Semina il vento” di Alessandro Perissinotto

Braccio 6, nel reparto di massima sicurezza di un carcere del Nord Italia. Sulle labbra, la dichiarazione di innocenza; tra le mani, il giornale che ritrae in prima pagina il corpo senza vita di sua moglie. Su consiglio del proprio avvocato, Giacomo decide di raccontare la propria vicenda, l’inevitabile serie di eventi che lo ha condotto in quella cella. E così torna all’epoca in cui, per riuscire a sopravvivere a Parigi, alternava il lavoro di curatore di mostre per bambini, a quello di cameriere. Era in quel periodo che aveva conosciuto Shirin. Non l’aveva trovata subito bella, almeno non nel senso consueto del termine; era stato attratto piuttosto dalla storia che i suoi occhi sembravano celare, da quel profondo distacco verso chi le stava accanto, come se per lei la vita vera fosse altrove. Ci sono amori che iniziano all’improvviso, con notti memorabili, il loro invece era nato con la lentezza inesorabile delle cose fatte per durare. L’innamoramento, il matrimonio e poi la decisione che avrebbe cambiato le loro vite per sempre: lasciare Parigi per trasferirsi a Molini, sulle montagne piemontesi, nel paese dove lui era nato. Ma nessun luogo è al riparo dal vento dell’odio, dal fanatismo delle religioni, dall’arroganza del potere, dall’intolleranza strisciante. Così il paradiso aveva cominciato a scivolare verso l’inferno, prima piano, poi sempre più rapidamente, fino ad arrestarsi lì, in quella cella, con il tormento del ricordo d’un amore reso perfetto dalla morte.

Simonetta ha dato anima a “Bacio feroce” di Roberto Saviano

Simonetta ha dato anima a “Bacio feroce” di Roberto Saviano

Sigillano silenzi, sanciscono alleanze, impartiscono assoluzioni e infliggono condanne, i baci feroci. Baci impressi a stampo sulle labbra per legare anima con anima, il destino tuo è il mio, e per tutti il destino è la legge del mare, dove cacciare è soltanto il momento che precede l’essere preda. La paranza dei bambini ha conquistato il potere, controlla le piazze di spaccio a Forcella, ma da sola non può comandare. Prosegue il ciclo della Paranza dei bambini e Roberto Saviano torna a raccontare i ragazzi dei nostri giorni feroci, nati in una terra di assassini e assassinati, disillusi dalle promesse di un mondo che non concede niente, tantomeno a loro. Forti di fame. Forti di rabbia. Pronti a dare e ricevere baci che lasciano un sapore di sangue.

Floriana ha dato speranza a “Balla per me” di  Kylie Brant

Floriana ha dato speranza a “Balla per me” di Kylie Brant

Anni fa un’anonima cittadina nel cuore dell’Ohio era finita al centro dell’attenzione quando la giovane Kelsey Willard era scomparsa nel nulla, lasciando alle sue spalle una famiglia distrutta, confinata nel proprio dolore: una sofferenza destinata a rimanere senza risposte. Da allora il padre, David, ha cercato senza riuscirci di tenere a bada i suoi sensi di colpa. La madre, Claire, è diventata dipendente da alcol e farmaci per passare attraverso l’esistenza quotidiana. La sorella, Janie, che già soffriva di mutismo selettivo a causa di un disturbo d’ansia, prova a vivere la sua vita il più normalmente possibile. Eppure da quel giorno le domande li perseguitano. Sette anni dopo, in situazioni analoghe, nella stessa zona, si perdono le tracce di Whitney DeVries, un’altra adolescente. Per i Willard si riaprono le porte del passato. Il detective Mark Foster infatti è convinto che i parallelismi tra i due rapimenti siano la chiave che conduce a un pericoloso serial killer. I segreti che l’investigatore porterà alla luce si riveleranno ben più terrificanti di quanto chiunque possa aspettarsi, ma il solo modo per salvare la vita della ragazza scomparsa adesso è risolvere i misteri del caso precedente. Che sia ancora viva o morta da tempo, Kelsey Willard è l’unica via da seguire per non perdere la speranza.

Roberta ha dato accoglienza a “Volevo i pantaloni” di Lara Cardella

Roberta ha dato accoglienza a “Volevo i pantaloni” di Lara Cardella

Annetta, 18 anni, siciliana, non sogna come le sue coetanee il Principe Azzurro. Lei desidera qualcosa di diverso: la libertà, il rispetto. I pantaloni. Caso editoriale che ha segnato gli anni Novanta con oltre due milioni di copie vendute e traduzioni in una quindicina di lingue, Volevo i pantaloni è ora arricchito di un testo inedito dell’autrice che racconta la genesi e l’accoglienza del libro, e il suo significato trent’anni dopo.

Lucia ha dato virtù ad “I sonetti” di William Shakespeare

Lucia ha dato virtù ad “I sonetti” di William Shakespeare

I Sonnets di Shakespeare vengono pubblicati nel 1609, dall’editore Thomas Thorpe, il quale firma anche (con le sole iniziali) la criptica dedica del volume, dedicato a un misterioso Mr W. H. La raccolta conta 154 sonetti divisi in 2 parti: la prima parte, fino al sonetto 126, è dedicata al “Fair youth”, un giovane di grandi virtù e di bell’aspetto che funge da perno attorno al quale l’intera raccolta si muove. I restanti sonetti sono invece dedicati alla “Dark lady”, una figura che incarna l’esatto opposto dell’ideale petrarchesco di donna, al quale tutte le raccolte di sonetti scritte fino ad allora si ispiravano.

Rita ha dato brillantezza a “ZeroZeroZero” di Roberto Saviano

Rita ha dato brillantezza a “ZeroZeroZero” di Roberto Saviano

Un libro straordinario. Un’altra prova della brillantezza di Roberto Saviano come scrittore, ricercatore, divulgatore. “La coca la sta usando chi è seduto accanto a te ora in treno e l’ha presa per svegliarsi stamattina o l’autista al volante dell’autobus che ti porta a casa… Fa uso di coca chi ti è più vicino. Se non è tuo padre o tua madre, se non è tuo fratello, allora è tuo figlio. Se non è tuo figlio, è il tuo capoufficio… Se non è lui, è l’infermiera che sta cambiando il catetere di tuo nonno e la coca le fa sembrare tutto più leggero, persino le notti. Se non è lei, è l’imbianchino che sta ritinteggiando la stanza della tua ragazza, che ha iniziato per curiosità e poi si è trovato a fare debiti. Chi la usa è lì con te. La usa il portiere del tuo palazzo, ma se non la usa lui allora la sta usando la professoressa che dà ripetizioni ai tuoi figli… Il sindaco da cui sei andato a cena. Il costruttore della casa in cui vivi, lo scrittore che leggi prima di dormire… Ma se, pensandoci bene, ritieni che nessuna di queste persone possa tirare cocaina, o sei incapace di vedere o stai mentendo. Oppure, semplicemente, la persona che ne fa uso…”