Tornano in queste pagine, nate negli stessi anni di “Francesca e Nunziata” e “Il terrazzo della villa rosa”, le caratteristiche di quei due romanzi. Circola in tutti un’aria vesuviana intrisa di odori e sapori indimenticabili, a cui si mescola la rievocazione di un passato che sa di favola, fatto di luoghi bellissimi e di antiche architetture, di succose tradizioni popolari, di riti e di miti che si vanno perdendo, di piccole avventure quotidiane. A respirare quest’aria e a muoversi in questo scenario è un manipolo di personaggi colti sull’onda della memoria, ognuno in un particolare momento della sua vita, e delineati con pochi tratti felici sicché si intravedono, dietro i loro volti e le loro azioni, una girandola di emozioni.