https://www.termolionline.it/news/attualita/836155/la-voce-del-buio-il-progetto-per-donare-parole-a-chi-non-puo-leggerle

Termoli domenica 01 settembre 2019

di Valentina Gentile

TERMOLI. Prestare la propria voce a quanti non hanno a disposizione che le orecchie per godere di un libro. È tanto semplice quanto importante l’obiettivo de “La voce del buio”, il progetto presentato ieri sera, 31 agosto, al Sottovoce caffè. È Pietro La Barbera, primo promotore dell’iniziativa insieme a sua moglie Florence Della Valle, a illustrarne nascita, funzioni e potenzialità, che sono davvero numerose. Col sostegno dell’Ansi Campobasso e coadiuvati dalla termolese Rosanna Masciantonio, Pietro e la sua Flo, non vedente, hanno messo su il primo portale molisano di audiolibri arrivando in soli quattro mesi a un catalogo di 100 testi – proprio ieri è stato caricato il centesimo. E quale modo migliore per festeggiare se non una serata di letture ad alta voce sotto le stelle? La voce del buio – Il microfono è aperto a tutti i presenti, un pubblico vasto e variegato, di ogni età. Fra un intervento e l’altro di illustrazione dell’iniziativa, senza scaletta, molti lettori volontari dal pubblico – già donatori o meno – sono invitati a dare voce al proprio libro del cuore, spiegando perché è importante per loro e leggendone un passo. Rompe il ghiaccio Orlando Ionata che legge il suo romanzo “Le lacrime del silenzio”, pubblicato a luglio. Presente anche l’associazione “Mai più sole – Non una di meno” che sta portando avanti con un bando regionale un progetto collaterale di lettura ad alta voce, nel quale è incluso anche il caricamento sul portale “La voce del buio” degli audiolibri da loro prodotti. La docente Francesca Zappacosta, invece, prima di leggere racconta di come l’idea possa essere sviluppata in infiniti modi e della scelta di estendere l’iniziativa alle scuole, per l’inclusione di bambini e ragazzi con disturbi dell’apprendimento che saranno sia contributori che utenti del sito. Dietro ai file, ascoltabili online o scaricabili in modo completamente gratuito, c’è un lavoro certosino di taratura dei software di sintesi vocale, durato quasi tre mesi e fatto per rendere gli audiolibri fruibili da tutti i device e i sistemi operativi. L’utente si può iscrivere senza presentare alcun certificato, ma va da sé che a beneficiarne siano non vedenti, ipovedenti, anziani, dislessici e persone con disturbi dell’apprendimento. Ma come si diventa donatori di voce? Dopo l’iscrizione nella sezione apposita, si invia una prima registrazione-test per valutare l’espressività e la trasmissione di emozioni. Pietro La Barbera ci tiene a ricordare che non è un provino: più semplicemente, perché un testo comunichi nel giusto modo a chi lo ascolta, la lettura non può essere monocorde. Anche per questo si mette a disposizione dei donatori un breve laboratorio di lettura espressiva. Passato il primo step, si può scegliere un libro a piacimento o uno fra quelli richiesti specificamente dagli utenti. Lo si registra a scaglioni di non più di dieci pagine per volta e si inviano i file. Si tratta di volontariato, ma per chi aderisce a una richiesta ci sono scadenze da rispettare, a seconda della necessità dell’utente. Pietro porta l’esempio di una ragazza dislessica iscritta all’università che in questo momento ha bisogno dei testi per preparare un esame. Tanti lettori e lettrici si avvicendano al microfono, regalando parole e sorprese. Così si passa dalla narrativa alla poesia, dall’Italia agli Usa passando per Russia e Giappone. Nel momento più toccante della serata Pietro ribadisce di come sua moglie Flo si sia innamorata, per l’appunto, della sua voce, senza averlo mai visto, e Pietro sottolinea senza retorica l’importanza di essere amati per come si è e non come si appare: la loro coppia ne è la prova vivente. Anche Flo interviene a raccontare del suo rapporto con la lettura da persona non vedente dalla nascita. «Ho provato altre piattaforme in passato, ma con molti audiolibri ho fatto certe dormite…» spiega suscitando l’ilarità generale. «Per i non vedenti è importantissimo distinguere le emozioni e solo una giusta intonazione può veicolarle».Il libro del cuore di Florence, da quando era bambina, è “La piccola principessa”, classico della narrativa per ragazzi di Frances Hodgson Burnett. Per quanti sono rimasti lontani dalla “scena”, a conclusione della serata Pietro passa fra i tavoli per raccogliere le ultime parole dei presenti, su libri, lettura e dintorni. È verosimile supporre che dopo l’esperienza di ieri molti vorranno diventare donatori di voce volontari. È anche il nostro auspicio, motivo per cui vi invitiamo a visitare il portalewww.lavocedelbuio.it.