“Quando Montalbano incornava su una cosa, non c’erano santi”. Il narratore che da anni ci racconta le storie del commissario di Vigàta, lo sa bene. Una parola stonata, un gesto incontrollato, un dettaglio incongruo bastano a mettere in moto la macchina delle sue indagini. Così, da un’impercettibile crepa nella “normalità”, prendono avvio anche queste nuove storie, in cui Montalbano si imbatte nei crimini e nei criminali più eterogenei e insoliti: vecchie coppie di attori che recitano, nel segreto della camera da letto, un funereo copione; insospettabili presidi in pensione che raggirano generose prostitute; mogli astutamente fedeli che ordiscono crudeli vendette ai danni dei loro tronfi mariti… Lasceremo Montalbano a Capodanno, colpito da una “gran botta di malinconia” dopo l’ennesima “azzuffatina” con l’eterna fidanzata Livia e confortato solamente dagli arancini della ‘cammarera’ Adelina, “celestiale bontà” e conclusione saporosissima di una nuova serie di indagini del commissario più famoso della narrativa italiana.