La luna e i falò è un romanzo di Cesare Pavese scritto nel 1949 e pubblicato nel 1950, pochi mesi prima del suicidio dello scrittore. Il libro è considerato l’approdo definitivo della poetica di Pavese, lungo una linea che unisce le sue opere precedenti (come Paesi tuoi, Il carcere, La bella estate, i Dialoghi con Leucò e La casa in collina) e ne traspone i temi in una prospettiva simbolica che unisce i ricordi d’infanzia a Santo Stefano Belbo, le ragioni dell’antifascismo, la poetica del mito elaborata nel corso di quegli anni. La vicenda è raccontata in prima persona dal protagonista, detto Anguilla.