Elie Wiesel diceva che se non ci fosse stata Auschwitz lui non sarebbe mai diventato uno scrittore. Probabilmente è così. Ma quando si è scrittori capita di scrivere libri con le proprie memorie, esperienze, sensazioni, testimonianze raccolte tra la gente. Al sorgere delle stelle è appunto questo. Un toccante resoconto di cose accadute prima, durante e dopo la sua prigionia ad Auschwitz. Niente di più, niente di meno, ma tantissimo sotto il profilo umano. Nelle ultime pagine una serie di intelligenti considerazioni sullo stato di Israele e sull’essere ebreo. Libri come questo sono utilissimi, per chi rimane, per chi non ha vissuto in prima persona, per chi sa ascoltare.