Mentre i fulmini squarciano l’oscurità della notte con fragore spaventoso, forse per proteggersi dalla paura e dalla solitudine, il piccolo Camilo apre la prima pagina del libro e col ritmo lento e incerto del semianalfabeta, comincia a leggere la prima riga, poi la seconda, la terza, finché legge un’intera pagina: un vero e proprio miracolo per un ragazzino di strada che ha abbandonato la scuola e vive di espedienti nei vicoli fangosi del barrio Santo Domingo Savio a Medellín. Che cosa lo rapisce al punto da costringerlo a continuare la lettura? La storia di Camilo e dell’amico Andrés assomiglia a quella di tantissimi bambini di strada che patiscono l’indifferenza e l’ingiustizia del mondo e aspettano un riscatto dalla condizione di precarietà. Sulla strada dei nostri due eroi vi è l’incontro fortunato con Mar, la bibliotecaria sensibile e accorta che, con delicatezza e discrezione, suggerisce che un mondo diverso è possibile a partire dall’ immaginazione e dalla condivisione.