L’analfabetismo di ritorno si presenta in persone che, pur avendo frequentato le scuole, per molto tempo hanno abbandonato la lettura di testi, di storie o di giornali. Queste persone, messe di fronte a uno scritto di media difficoltà non riescono a comprenderne il significato o lo comprendono solo parzialmente.

Per rispondere alla domanda sull’abitudine all’ascolto è necessario guardare alla società in cui viviamo. Mi sembra che, quando si pensa alla comunicazione, ci si concentri solo sulle “cose da dire” dimenticando che la comunicazione è composta sia dall’atto di chi parla che da quello di chi ascolta. Dei due aspetti si dà più importanza al primo. Inoltre mi sembra che si sia persa anche la capacità di concentrazione. C’è, oggi, un’abitudine alla conoscenza frettolosa, superficiale e impressionista. La conseguenza di questi fatti è che le persone sono meno abituate ad elaborare un proprio pensiero e si esprimono con più sicurezza solo se citano prevalentemente fonti altrui. Sembra sia venuta meno la capacità di utilizzare l’analogia e la capacità quindi di collegamento delle varie fonti per comprendere meglio la realtà.